Archivio

Archivio per marzo 2010

Sulla maratona, la scrittura e le patate

20 marzo 2010

Facciamo silenzio

20 marzo 2010

Storia di un falsario

20 marzo 2010

La malattia di Kant

20 marzo 2010

O fieri flagelli

20 marzo 2010

Nota introduttiva al cd-audio di Luigi Mengoli “O fieri flagelli”, con i Cantori dei Menamenamò, per la collana “La Grande Musica Salentina” (uscito nel marzo 2010).

Presentazione libro Verso un’ecologia…

13 marzo 2010

Il destino del libro secondo Latouche

8 marzo 2010

http://www.asia.it/adon.pl?act=doc&doc=1095

A questo link si può leggere l’intervento di Serge Latouche, il fautore della decrescita, tenuto al XXVII seminario di perfezionamento della Scuola per librai Umberto ed Esibabetta Mauri, a Venezia il 29 gennaio 2010. Si può pure visionare un video che testimonia la parte più intensa della lezione.

Negli Stati Uniti lo scorso Natale sono stati venduti per la prima volta più libri elettronici che cartacei. Converrà chiedersi non tanto del destino del libro oggi, quanto piuttosto del rapporto tra il pensiero e la sua trasmissione nella nostra epoca. E magari confrontarlo con ciò che avveniva in passato per capire che cosa stiamo guadagnando e cosa stiamo perdendo. Il libro nella tradizione precedente all’avvento dell’elettronica il libro a stampa rimandava all’accuratezza della scrittura e delle traduzioni, alla verifica delle fonti e così via, cioè ad un lavoro editoriale. L’avvento dell’editoria elettronica comporta un’immediata conseguenza: il decremento della cura. Vi è un nesso tra pensiero e modi di fissarlo in supporti materiali e fisici. Lo diceva Illich, ad esempio, ne La vigna del testo dove ha trattato della rivoluzione che si è attuata intorno al 1150 grazie ad Ugo di San Vittore con l’introduzione della punteggiatura e il passaggio dalla lettura ad alta voce alla lettura silenziosa.
Secondo Latouche la rivoluzione digitale ha posto due questioni, in apparente contraddizione fra di loro:
- la fragilità della cultura digitale che la avvicina alla cultura orale;
- la sovrabbondanza di messaggi, che va nella dimensione opposta.

L’overflow informativo pone problemi di gestione. Si rischia realmente la banalità e la superficialità.

Latouche prende la sovrabbondanza comunicativa come un segno dell’ossessione del molto, della crescita continua che caratterizza la nostra civiltà. La sovrabbondanza comunicativa indica chiaramente la perdita del senso del limite e della misura.
Anche in questo caso vale la pena impegnarsi per scommettere su uno stile di vita più sobrio. Uno stile di vita che valorizza l’arte, il gusto del pensiero e l’amore. Un libro può racchiuderli tutt’e tre, quando è fatto con gusto, quando è centellinato in un tempo paziente ed è offerto al suo lettore come atto di condivisione.

O fieri flagelli

3 marzo 2010

Segnaliamo l’uscita del Cd-audio, con volumetto accompagnatorio, curati da Luigi Mengoli per i Menamenamò, che raccoglie i canti e le musiche della Settimana Santa nel Salento.

La nota introduttiva è di Salvatore Colazzo. Per leggerla, clicca qui.