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Archivio per ottobre 2011

Un articolo de “La Gazzetta” su Wii-Human

26 ottobre 2011

Al seguente link, l’articolo de “La Gazzetta del Mezzogiorno”, in cui si parla della piattaforma Wii-Human, ideata e realizzata dall’Azienda spin-off dell’Università del Salento, EspérO – servizi avanzati per la formazione.

http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/notizia.php?IDNotizia=465487&IDCategoria=11

DUE SEMINARI sulla “MEMORIA”

26 ottobre 2011

Nell’ambito delle attività del “Laboratorio Memoria” viene organizzata la

TAVOLA ROTONDA

I CONTESTI DELLA MEMORIA

SALUTI

Prof. Hervé Cavallera . presidente del Consiglio Didattico dei corsi di studio di Area Pedagogica

Prof. Leonardo La Puma, direttore del Dipartimento di Scienze Pedagogiche, Psicologiche e Didattiche 

RELAZIONI

Prof. Antonio Damasco 

direttore della Rete Italiana di Cultura Popolare

Valorizzazione della memoria orale e della sua documentazione

Dott. Biagio Longo 

direttore di Radio Popolare, Milano

Memoria  nei contesti organizzativi

INTERVENTI PROGRAMMATI

Dott. Francesco Paolo Romeo 

Dottore di ricerca, Università del Salento

Memoria colletiva e promozione della comunità

Dott. Ezio Del Gottardo  

Dottore di ricerca, Università del Salento

La memoria come dispositivo della pedagogia di comunità

Dott.ssa Ada Manfreda 

Dottoranda di ricerca, Università del Salento

Strategie di valorizzazione dei saperi locali

Dott. Salvatore Patera 

Dottorando di ricerca, Università del Salento

Ricognizione di alcuni casi di studio

Dott.ssa Antonella Rizzo 

Dottore di ricerca, Università del Salento

Rituali della memoria

SEGUE DIBATTITO, coordinato dal Prof. Salvatore Colazzo

docente di Pedagogia Sperimentale, Università del Salento, responsabile del “Laboratorio Memoria”

LECCE – Venerdì 04 novembre 2011 – ore 15.30

Palazzo Parlangeli, terzo piano

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SEMINARIO DI STUDIO

PROMUOVERE E DOCUMENTARE

LA CULTURA POPOLARE

 

SALUTI

Luigi Zacheo

Sindaco di Spongano (Lecce)

Prof. Hervé Cavallera

Presidente Consiglio Didattico Corsi Area Pedagogica

Università del Salento

INTERVENTI

Prof. Antonio Damasco,  

direttore della Rete Italiana di Cultura Popolare

Dott. Biagio Longo,  

direttore di Radio Popolare, Milano

Dott. Francesco Paolo Romeo,  

dottore di ricerca, Università del Salento

Dott. Mario Blasi,  

regista teatrale

M° Luigi Mengoli 

presidente dell’Università Popolare “P. E. Stasi”

MODERA

Prof. Salvatore Colazzo

docente di Pedagogia Sperimentale, Università del Salento

 

 

Interventi musicali del Gruppo e dei Cantori dei Menamenamò

 

SPONGANO – Sabato 05 novembre 2011 – ore 19.00

Locali ex–mercato coperto – Piazza della Repubblica

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Per scaricare le locandine

Il progredire del sistemico

25 ottobre 2011

E’ uscito il libro di

F. Bottaccioli (a cura di), Mutamenti nelle basi della scienza. L’emergere di nuovi paradigmi sistemici nelle scienze fisiche, della vita e umane, Tecniche Nuove, Milano. ISBN 978-88-481-2700-4.

In esso, il mio contributo:

- La pedagogia alla luce del paradigma ecologico-sistemico.

 

Inglese lingua franca della ricerca? Una interessante riflessione

9 ottobre 2011

Una interessante riflessione è quella di Roberto Esposito apparsa a pag. 52 de  ”La Repubblica” di venerdì 7 ottobre 2011. L’articolo ha per titolo “La ricerca ha bisogno di una lingua madre”, mentre l’occhiello recita “Il dibattito sui criteri di valutazione introdotti dall’Anvur” ed in effetti lo scritto interviene nel dibattito attualmente in atto relativamente a quali misure adottare per misurare la qualità scientifica della ricerca universitaria nel nostro Paese.

Esposito, ammettendo la necessità di “fissare parametri formali di giudizio che mettano fine alla situazione di caos, e talvolta di parzialità, che finora ha reso opaco il sistema del reclutamento universitario”, sottolinea come tale compito debba essere assolto “con un’ampiezza d’orizzonti e una sensibilità culturale proporzionali alla sua rilevanza”, in maniera tale che non si corra il rischio di usare la valutazione come una gabbia piuttosto che come un’occasione di sviluppo della ricerca.

Coglie nella questione della lingua un punto nevralgico e rivelatore. Bisogna incentivare i ricercatori a scrivere in lingua inglese, assumendola di fatto come “lingua franca” della ricerca scientifica in qualsivoglia settore disciplinare.  ”Alla base di tale ragionamento vi è l’idea errata che la lingua non abbia alcun rapporto né con il pensiero che trasporta né con il contesto in cui si genera – quando è ben noto che si pensa sempre ina una data lingua e che ogni lingua è storicamente connotata”. I traduttori sanno bene che ogni lingua ha un suo proprium, del quale ci si rende conto quando si tenti di rendere un concetto espresso in una lingua, in un’altra, che manifesta resistenze alla immediata trasposizione. Questa resistenza è molto utile, poiché rende una lingua in grado di riflettere sul suo proprium. ”L’autoconsapevolezza di un linguaggio nasce sempre dall’urto e dalla comparazione con gli altri”. Quando si propone di utilizzare l’inglese come lingua franca della ricerca si fa un calcolo implicito: si considera che i vantaggi derivanti dall’operazione di standardizzazione linguistici siano superiori alla perdita culturale che ne deriverebbe. E’ insomma il prezzo che la cultura italiana dovrebbe accettare di pagare alla necessaria internazionalizzazione. Esposito nega la fondatezza di un simile calcolo. Almeno in ambito umanistico, proprio il proporre le ricerche italiane in lingua inglese, le priverebbe dell’interesse che ancora oggi riscuotono. Quando le università inglesi e americane decidono di tradurre degli autori italiani è perché scoprono in essi motivi di reale e forte interesse, quindi proprio nel fatto che un autore venga tradotto all’estero risiede la capacità di penetrazione del suo pensiero. Perché privare la valutazione di questo  ”elemento decisivo di giudizio”?.

Almeno in ambito filosofico, “da alcuni anni tra gli autori contemporanei più tradotti in America vi sono gli italiani. Ma sono i pensatori italiani che non imitano gli inglesi né nella lingua né nello stile di pensiero. Sono quelli che portano in tutto il mondo il lessico, lo stile, l’originalità di una peculiare tradizione filosofica, valida precisamente in quanto diversa dalle altre. La cultura, nazionale ed internazionale, nasce da questo confronto e da questo scambio. Da una continua relazione tra identità e differenza, universalità e singolarità. Fuori dalla quale il sapere diverrebbe un contenitore, senza vita e senza anima, di nozioni sempre più ripetitive”.

Seminario di Studio “TESTIMONI della MEMORIA”

8 ottobre 2011

Locandina Seminario "Testimoni della Memoria"

 

Organizzato dall’Università Popolare della Musica e delle Arti “Paolo Emilio Stasi”, congiuntamente con il Comune di Spongano (Lecce) e il Dipartimento di Scienze Pedagogiche, Psicologiche e Didattiche dell’Università del Salento, si svolgerà presso l’Aula Consiliare del Comune, si svolgerà, in data 30 ottobre 2011, a partire dalle ore 19,00,  il secondo Seminario di studio “Testimoni della Memoria”. Dopo i saluti del sindaco, Luigi Zacheo, e del prof. Hervé Cavallera, presidente dei corsi di studio di Area Pedagogica di Unisalento, si svolgeranno gli interventi di: Maurizio Agamennone, docente di etnomusicologia, Nicola Paparella, pedagogista, preside della facoltà di scienze umane dell’Università Telematica “Pegaso”, Leonardo La Puma, politologo, direttore del Dipartimento di Scienze Pedagogiche dell’Ateneo salentino, Ada Manfreda, dottoranda di ricerca in Scienze della Mente e delle Relazioni Umane, Salvatore Colazzo, pedagogista, counselor di comunità, Luigi Mengoli, musicista ed etnomusicologo, presidente dell’Archivio Etnografico e Musicale “Pietro Sassu”.

A latere del Seminario verrà presentato il Dizionario dei temi musicali della tradizione salentina di Luigi Mengoli, pubblicato per i tipi di Amaltea. (Per visionare l’introduzione >>>)

Modera la serata: Flavia Serravezza, giornalista de “La Gazzetta del Mezzogiorno”.

 

 

 

Giochi di ieri

7 ottobre 2011
Mostra del Giocattolo Antico - Poggiardo

Locandina della mostra "Come giocavano i nostri nonni"

A Poggiardo, presso il Palazzo della Cultura, dal 2 al 16 ottobre è aperta la Mostra del Giocattolo Antico.

Apertura: Lunedì, mercoledì, venerdì dalle 9 alle 12, Martedì e giovedì: 16,30 – 18,30, Sabato e domenica: 17-20.

Manifesto Programmatico Stati Generali della Cultura Popolare

4 ottobre 2011

Durante gli Stati Generali della Cultura Popolare, svoltosi a Torino fra il 22 e il 27 settembre 2011 è stato lanciato a cura della Rete Italiana di Cultura Popolare e sottoscritto dagli intervenuti il seguente manifesto, che ha tra i principali promotori Tullio De Mauro:

1. Le culture si incontrano e ascoltano
La Cultura popolare è un osservatorio privilegiato ove si sperimentano e rafforzano i sentimenti di appartenenza alla comunità umana. Negli ultimi anni l’Unesco ha promulgato alcune convenzioni strategiche su temi e aspetti centrali della Cultura popolare ai quali ci si richiama nel presente Manifesto. In particolare la Convenzione di Salvaguardia per il Patrimonio Culturale Immateriale del 17 ottobre 2003 e la Convenzione sulla Protezione e la Promozione della Diversità delle Espressioni Culturali del 20 ottobre 2005. I Patrimoni immateriali e materiali sono espressione di ciascuna realtà particolare e la diversità delle espressioni culturali si concreta nel dialogo interculturale, le cui basi sono l’ascolto dell’altro da sé e il reciproco riconoscimento.

2. “Fare” Cultura popolare e mantenere la Memoria sono un’impresa collettiva
La responsabilità della conoscenza, salvaguardia e valorizzazione della Cultura popolare deve essere considerata un impegno personale e un dovere sociale e in quanto tale impegno collettivo pubblico e privato non delegabile per intero a pur importanti azioni artistiche e significativi beni materiali. Il “fare” cultura e mantenere la memoria si fondano infatti sulla pratica, sulla condivisione e sulla trasmissione dei saperi nel vivere quotidiano.

3. La buona pratica del passaggio dei saperi
Ogni generazione può essere e vogliamo che sia testimone e tutrice dei saperi dell’esperienza e della memoria, portando in dote alle generazioni future le conoscenze di pratiche e di storie personali e collettive che costituiscono il sistema vitale e riconosciuto di ogni singola comunità umana.

4. L’autonomia e la continuità dell’azione culturale
costituiscono la condizione indispensabile perché i Patrimoni Culturali, nelle loro forme materiali e immateriali, possano conservarsi nel tempo, al di là di ogni mutamento politico, economico e sociale, senza smarrire la propria centralità valoriale.

5. Cultura e Società
Il benessere di una società e dei singoli cittadini non si misura solo quantitativamente in termini di sviluppo economico ma anche qualitativamente in termini di condivisione e partecipazione a un orizzonte culturale comune. Per questo sentiamo il dovere di riconoscere alle politiche culturali una dignità e un’importanza non inferiore a quella delle politiche economiche o sanitarie. La loro attuazione esige un coordinamento in grado di coinvolgere le forze attive del territorio, richiede di attrarre nuove forme di reperimento delle risorse, sollecita all’utilizzo di tecnologie e di forme di comunicazione che aumentino la partecipazione attiva dei cittadini.

CI IMPEGNIAMO

  1. A rendere possibile la costituzione di un sistema di territori che condividendo i principi sopra riportati e dialogando costantemente tra di loro realizzino una coordinata Rete nazionale.
  2. A promuovere un equilibrio fra le politiche di tutela dei beni artistici, storici, architettonici e l’organizzazione e promozione della creatività.
  3. A promuovere politiche di sistema impegnandosi a farle confluire in Reti di sistema, assumendo come proprio il principio che una rete è un organismo policentrico fondato sull’accoglienza di altri soggetti e altre culture.
  4. A riconoscere la pari dignità della Cultura “immateriale” e della Cultura “materiale”.
  5. A considerare i valori della cultura come indissolubili al di là di ogni mutamento politico, economico e sociale.
  6. A condurre i territori e le comunità verso un dialogo aperto, affinché s’instauri uno scambio continuo di esperienze che promuova e trasmetta i Patrimoni culturali come risorse per le nuove generazioni.
  7. A individuare possibili standard minimi di intervento nel campo della cultura ai quali tutte le istituzioni devono corrispondere.
  8. A considerare le politiche di sostegno alla Cultura popolare come impegno strategico delle amministrazioni pubbliche, indipendentemente dalle congiunturali possibilità di predisporre risorse finanziarie ad hoc.
  9. A sostenere economie di scala attraverso un percorso di coordinamento nazionale, ove le singole attività siano frutto di una programmazione condivisa.
  10. A realizzare Archivi della memoria partecipati, come imprese collettive che possano essere il fulcro di un patto di responsabilità culturale e di condivisione dei saperi tra istituzioni pubbliche e private, studiosi, associazioni, scuole e singoli cittadini.
  11. A favorire la diffusione dei principi contenuti nel “manifesto” promuovendone l’inserimento all’interno dei documenti programmatici di ogni territorio, affinché divengano incentivo alle politiche culturali nazionali e sovranazionali.

Condividendone i contenuti e lo spirito ho ritenuto di volerlo firmare e rilanciare.

Chi voglia fare altrettanto si colleghi al seguente link: http://www.reteitalianaculturapopolare.org/it/stati-generali-della-cultura-popolare/manifesto-programmatico.html

 


Tutelare e valorizzare i saperi locali

4 ottobre 2011

Segnalo due eventi in cui sono coinvolto, assieme al mio gruppo di ricerca:

17-18 OTTOBRE – SARAGOZZA
La fondazione Más Vida realizza il seminario ed esposizione fotografica “LA BIODIVERSIDAD ESTÁ EN NUESTRAS MANOS”.
Sono previsti interventi di grandi esperti di ONG, università spagnole ed italiane, che affronteranno il tema della biodiversità e saperi locali. All’interno delle due giornate di seminario verrà realizzato un momento formativo ed interattivo con l’analisi di diversi casi studio. E’ prevista, poi, la proiezione del video “El tesoro de la madre tierra”.

27-28 OTTOBRE – LECCE
La ong Ricerca e Cooperazione organizza un evento in collaborazione con l’Università del Salento (Dipartimento di Scienze Pedagogiche, Psicologiche e Didattiche). Il primo giorno prevede un seminario tecnico in cui si confronteranno amministratori locali ed esperti della Campagna, mentre nel secondo si terranno attività di sensibilizzazione della cittadinanza, assieme al concerto del gruppo Menamenamò e proiezioni di video e documentari.

 

Il leader visto da sinistra

4 ottobre 2011

Lo sguardo delle neuroscienze sul senso di appartenenza politica.

Un articolo sicuramente interessante: http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2011-09-29/sguardo-leader-politico-155430_PRN.shtml

Sinistra in rete

3 ottobre 2011

http://www.sinistrainrete.info/

Raccolta di articoli, usciti su varie testate, che affrontano, da una prospettiva “di sinistra” problematiche politiche, sociali ed economiche.