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Il pugno del Papa

18 gennaio 2015

Francesco Bearzi mi segnala questo passaggio di un articolo di Eugenio Scalfari. Debbo confessare che non amo sommamente Scalfari, ma in questo caso sottoscrivo quello che dice. Grazie a Francesco, Bearzi – ovviamente -, per la segnalazione. Ma anche all’altro Francesco per la simpatia che promana.

“E il Papa? Anche lui ha pianto per i caduti e pregato per loro, ma se insultano la madre, cioè le religioni, gli minaccia un pugno. Si è scordato di porgere l’altra guancia?

Cristo ha dato questo insegnamento, ma quando l’ha ritenuto opportuno Cristo ha preso il bastone e ha picchiato senza risparmio quelli che nel Tempio vendevano mercanzie rubate, corrompevano i rabbini del Sinedrio e ne facevano di tutti i colori. Ricordo che nel nostro ultimo colloquio del 10 luglio scorso il Papa mi disse “come Gesù io userò il bastone contro i preti pedofili”. Gesù era dolce e mite, ma quando lo riteneva necessario usava il bastone. Forse Francesco ha sbagliato a minacciare il pugno contro chi insulta le religioni, ma il precedente c’è e il pugno dovrebbe essere  -  credo io  -  una norma che vieti e punisca chi si prende gioco delle religioni. Puoi criticarle, certamente, ma non insultarle. Questo è il pugno. Voltaire non sarebbe d’accordo ma non possiamo chiedere a Francesco di esser volterriano.”

 

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